La salute del suolo nelle politiche agricole europee: risultati e prospettive

La salute del suolo nelle politiche agricole europee: risultati e prospettive

Quanto incidono le misure della Politica agricola comune sulla salute dei suoli europei? Nel settembre e nell’ottobre 2026, l’EU CAP Network ha pubblicato due studi che esaminano i possibili effetti degli interventi previsti dalla PAC 2023-2027 sulla fertilità dei terreni, sull’erosione e sulle perdite di nutrienti. Le valutazioni prendono in considerazione i dati relativi al 2023, primo anno della programmazione, e le evidenze scientifiche disponibili sugli effetti delle pratiche finanziate.

Le due ricerche offrono quindi elementi per esaminare l’efficacia degli strumenti attraverso i quali la PAC sostiene la gestione sostenibile dei terreni agricoli, soprattutto in relazione alle condizioni di accesso agli incentivi e alla possibilità di verificare i risultati ambientali.

Carbonio organico, azoto ed erosione: i risultati delle valutazioni

Il primo studio, aggiornato il 16 settembre 2026, prende in esame 13 Piani Strategici della PAC, incluso quello italiano. L’analisi riguarda sei indicatori della salute del suolo: carbonio organico, azoto, capacità di ritenzione idrica, densità apparente, lisciviazione dell’azoto ed erosione idrica.

Sulla base degli interventi adottati dagli agricoltori nel 2023, i ricercatori stimano un possibile aumento dell’1,04% del carbonio organico e del 2,77% dell’azoto presente nel suolo. Per l’erosione idrica, la riduzione potenziale raggiunge il 9,39%.

La valutazione permette quindi di quantificare i benefici ambientali attesi sulla base dell’effettiva partecipazione degli agricoltori, offrendo al contempo informazioni utili per confrontare gli interventi e individuare quelli potenzialmente più efficaci. Le stime costituiscono inoltre un riferimento per le successive attività di monitoraggio, attraverso le quali sarà possibile verificare l’evoluzione delle proprietà dei terreni.

Il secondo studio, pubblicato il 9 ottobre 2026, approfondisce un altro aspetto della gestione agricola: le conseguenze ambientali dell’impiego di azoto e fosforo. I due nutrienti, indispensabili per la crescita delle colture, quando vengono distribuiti in quantità superiori al fabbisogno delle piante possono infatti accumularsi e contribuire all’inquinamento delle acque.

La ricerca esamina sette Piani Strategici della PAC per valutare quali interventi possano contribuire ad affrontare il problema. Tra le pratiche considerate figurano ad esempio, le colture di copertura e la conservazione dei prati permanenti, che agiscono attraverso meccanismi differenti. Le colture di copertura, ad esempio, vengono seminate nei periodi in cui il terreno rimarrebbe altrimenti privo di vegetazione. Le radici assorbono parte dei nutrienti residui e contribuiscono a trattenerli nel sistema agricolo, riducendo il rischio di dispersione. La presenza di una copertura vegetale permanente limita invece l’erosione e il trasporto del fosforo associato alle particelle di suolo. Non manca il riferimento all’ agricoltura biologica che prevede restrizioni all’impiego dei fertilizzanti minerali di sintesi, assieme ad una gestione della fertilità basata sulle rotazioni, sugli apporti organici e sui processi biologici.

Come funzionano gli strumenti della PAC per la protezione del suolo

La PAC 2023-2027 supporta la gestione sostenibile dei terreni agricoli attraverso tre strumenti principali: la condizionalità ambientale, gli eco-schemi e gli interventi agro-climatico-ambientali dello sviluppo rurale. Ciascuno prevede modalità di finanziamento e impegni differenti.

La condizionalità stabilisce i requisiti ambientali che gli agricoltori beneficiari di determinati pagamenti della PAC devono rispettare. Le Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA) comprendono, ad esempio, norme per prevenire l’erosione, garantire una copertura minima del terreno e disciplinare le rotazioni colturali. I requisiti stabiliscono una base di tutela che si applica secondo le condizioni, le deroghe e le esenzioni previste dalla normativa.

Gli eco-schemi sono invece strumenti di sostegno introdotti dalla PAC 2023-2027 per remunerare gli agricoltori che scelgono volontariamente di adottare o mantenere pratiche favorevoli all’ambiente e al clima, assumendo impegni superiori ai requisiti obbligatori. Sono finanziati attraverso il primo pilastro della PAC, dedicato ai pagamenti diretti, e gli Stati membri devono riservare loro il 25% della relativa dotazione finanziaria, secondo le flessibilità previste dalla legislazione.

Ogni Stato membro definisce nel proprio Piano Strategico le pratiche ammissibili e gli importi dei pagamenti. In Italia, ad esempio, gli eco-schemi comprendono interventi per la gestione sostenibile dei prati e dei pascoli, l’inerbimento delle colture arboree, la salvaguardia degli olivi di valore paesaggistico e l’introduzione di specifiche colture nettarifere. L’adesione permette agli agricoltori di ricevere un sostegno economico per attività che possono comportare costi aggiuntivi o modifiche alla gestione ordinaria dell’azienda.

Gli interventi agro-climatico-ambientali, finanziati attraverso lo sviluppo rurale, prevedono poi, impegni generalmente pluriennali e possono essere adattati alle esigenze dei diversi territori. Le misure sostengono, tra le altre pratiche, la riduzione delle lavorazioni del suolo, l’apporto di sostanza organica e l’adozione di tecnologie per un impiego più accurato dei fertilizzanti. La durata degli impegni assume particolare importanza per gli interventi i cui benefici ambientali richiedono diversi anni prima di diventare apprezzabili.

Il quadro normativo è stato modificato nel corso della programmazione. Dopo la revisione delle disposizioni sulla condizionalità nel 2024, il regolamento (UE) 2025/2649, applicabile dal 1° gennaio 2026, ha introdotto ulteriori semplificazioni relative agli obblighi, alle verifiche e alle procedure amministrative.

Le modifiche rispondono alle difficoltà segnalate dagli agricoltori nell’applicazione di alcuni requisiti e intendono rendere meno oneroso l’accesso ai finanziamenti. La valutazione degli effetti ambientali resta tuttavia necessaria per comprendere come le diverse misure contribuiscano alla conservazione del suolo e quali risultati producano nel corso della programmazione.

L’attuazione della PAC in Puglia

In Italia, gli interventi previsti dal Piano Strategico nazionale della PAC 2023-2027 vengono attuati anche attraverso i Complementi regionali per lo sviluppo rurale. Le Regioni definiscono le modalità di applicazione delle misure di propria competenza e individuano le priorità in relazione alle caratteristiche agricole e ambientali dei territori.

Il Complemento per lo Sviluppo Rurale della Puglia prevede, ad esempio, diversi interventi dedicati alla conservazione della fertilità e alla gestione sostenibile dei terreni agricoli. La misura SRA03 sostiene le tecniche di lavorazione ridotta, che limitano il disturbo meccanico del suolo e favoriscono la conservazione della sua struttura. La SRA04 riguarda invece l’apporto di sostanza organica, importante per mantenere la fertilità del terreno, sostenere l’attività biologica e migliorare la capacità di trattenere l’acqua.

La programmazione regionale comprende inoltre la SRA24, dedicata alle pratiche di agricoltura di precisione, e la SRA25, relativa alla tutela delle colture arboree di valore ambientale e paesaggistico. Nel caso dell’agricoltura di precisione, l’impiego di sensori, sistemi di monitoraggio e tecnologie per la distribuzione differenziata degli input consente di adattare le operazioni colturali alle caratteristiche dei terreni e alle esigenze delle piante. Una gestione più accurata della fertilizzazione può ridurre gli sprechi e limitare il rischio che i nutrienti non utilizzati dalle colture vengano dispersi nell’ambiente.

Le misure assumono particolare importanza in Puglia, dove la scarsità delle risorse idriche, il progressivo impoverimento di sostanza organica e l’esposizione di alcuni terreni ai processi erosivi costituiscono problemi rilevanti per le attività agricole. Le condizioni variano però tra le diverse aree della regione.

Il contributo di INTERESH alla valutazione delle politiche agricole

Le valutazioni dell’EU CAP Network mostrano quanto la diffusione delle pratiche sostenibili incida sui benefici ambientali attesi dalla PAC. Per approfondire gli effetti delle misure agricole è però importante considerare anche i risultati delle sperimentazioni sul campo, soprattutto per quanto riguarda la fertilità del suolo, l’efficienza nell’impiego delle risorse e la sostenibilità economica degli interventi.

Le attività di INTERESH in Puglia contribuiranno proprio ad approfondire gli effetti di differenti pratiche di gestione del terreno attraverso il monitoraggio delle proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo. Il sistema INTERESH Performance Metrics (IPM) permetterà infatti di confrontare i risultati delle sperimentazioni e di esaminare le conseguenze economiche delle soluzioni proposte. Le analisi costi-benefici considereranno gli investimenti iniziali, le spese operative e i possibili risparmi nell’utilizzo di acqua e fertilizzanti, per comprendere a quali condizioni le innovazioni possano essere adottate dalle aziende agricole.

Il lavoro scientifico contribuirà inoltre alla preparazione del Piano d’azione regionale per la Puglia, che terrà conto delle evidenze sperimentali, delle caratteristiche dei sistemi agricoli e delle politiche di sostegno disponibili. Le valutazioni potranno essere utilizzate per individuare le pratiche più appropriate alle condizioni locali e approfondire gli aspetti tecnici ed economici che ne influenzano l’adozione. In relazione alla PAC, le conoscenze prodotte potranno offrire ulteriori elementi per esaminare l’efficacia degli interventi destinati alla conservazione del suolo e alla gestione sostenibile delle risorse agricole.

La PAC dopo il 2027: le prospettive per la protezione del suolo

Le valutazioni pubblicate dall’EU CAP Network arrivano in una fase importante per il futuro delle politiche agricole europee. Nel luglio 2025, la Commissione europea ha presentato la proposta per la PAC 2028-2034, aprendo il confronto sulle risorse finanziarie, sulle priorità ambientali e sulle modalità di sostegno agli agricoltori per il prossimo periodo di programmazione.

Tra gli orientamenti della proposta figura una maggiore flessibilità per gli Stati membri nella definizione delle misure agricole, attraverso una revisione degli attuali strumenti di sostegno e dei requisiti ambientali. La protezione del suolo, la gestione delle risorse idriche e la conservazione della biodiversità rimangono tra gli obiettivi della futura politica agricola, ma le modalità di finanziamento e gli impegni richiesti agli agricoltori sono ancora oggetto di negoziazione.

In tale contesto, gli studi pubblicati nel 2026 offrono informazioni utili per le scelte future. Le valutazioni permettono di individuare le pratiche che presentano maggiori benefici potenziali per il suolo, ma evidenziano anche l’importanza della partecipazione degli agricoltori. L’efficacia degli incentivi dipende infatti dalla possibilità per le aziende di sostenere i costi delle pratiche richieste e di mantenerle nel tempo.

Il confronto sulla PAC 2028-2034 dovrà quindi considerare sia le evidenze scientifiche sugli effetti delle pratiche agricole sia le condizioni economiche che ne favoriscono l’adozione. I risultati della programmazione attuale potranno contribuire a definire misure più adeguate alle esigenze delle aziende e agli obiettivi europei di protezione del suolo.