A Foggia prendono il via le azioni sperimentali di INTERESH

Hanno preso avvio le azioni sperimentali di INTERESH

Dal 16 al 18 giugno hanno preso avvio a Foggia le azioni sperimentali di INTERESH: tre giornate di confronto istituzionale, ricerca e attività sul campo, in linea con i principi del Soil Deal for Europe, cui si ispirano gli obiettivi del progetto.

Il 16 giugno il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Foggia ha ospitato la prima Tavola Rotonda Territoriale del progetto. Al Policy Lab hanno partecipato il dottor Luigi Trotta, dirigente della Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari della Regione Puglia, la dottoressa Giovanna Amedei, geologa della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), il dottor Alfonso Mogavero, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Foggia, la professoressa Vera Amicarelli dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e la professoressa Beatrice Giannetta dell’Università degli Studi di Foggia, segretaria della Società Italiana della Scienza del Suolo.

Al centro del dibattito il suolo pugliese, una risorsa sempre più esposta ai rischi di degradazione e desertificazione. Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, mondo della ricerca e operatori del settore. Il confronto, che ha inoltre coinvolto gli altri stakeholder del territorio e i partner del progetto, rappresenta uno dei passaggi che porteranno alla definizione del Regional Action Plan for Agriculture (RAP), una strategia regionale basata sull’integrazione di dati, conoscenze scientifiche e bisogni del territorio per orientare la transizione agroecologica in Puglia.

Nel pomeriggio, presso l’Azienda Agricola Dell’Aquila, ha preso poi avvio l’Experimental Action n. 2, dedicata alla fertirrigazione e coordinata dall’Università di Gent. L’azienda, attiva nella coltivazione di grano duro, foraggi, pomodoro e colture proteiche, sperimenterà un sistema di fertirrigazione a rateo variabile, capace di modulare l’apporto di acqua e nutrienti in base alle effettive esigenze del terreno, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi in un territorio fortemente segnato dalla scarsità idrica.

Il 17 giugno hanno preso avvio le attività dell’Experimental Action n. 1 sulle Nature-Based Solutions, coordinate da FC.ID (Ciências, Lisbona) e testate per la prima volta negli oliveti pugliesi. Ad aderire all’iniziativa tre aziende agricole del Foggiano: Fanelli, D’Angelo e Ippolito. Al centro della sperimentazione la sansa, sottoprodotto della molitura delle olive, qui utilizzata come substrato per la coltivazione di funghi (Pleurotus eryngii, Pleurotus ostreatus e Agrocybe aegerita) insieme al compost fornito da BioRipa. Al termine del processo, la biomassa ottenuta sarà reimpiegata tra i filari degli oliveti per arricchire il suolo di sostanza organica, migliorarne la fertilità e favorirne la biodiversità. Un approccio circolare in cui gli scarti agricoli ritornano al terreno, contribuendo alla sua rigenerazione.

Il 18 giugno il programma si è concluso con la visita all’impianto di compostaggio BioRipa, al centro dell’Experimental Action n. 3 dedicata ai biofertilizzanti. È qui che la frazione organica dei rifiuti urbani, i fanghi di depurazione e i residui di potatura vengono trasformati in un ammendante compostato ricco di humus, i cui effetti sulla biodiversità microbica del suolo e sulla sua capacità di trattenere i nutrienti saranno valutati dai ricercatori nel corso del progetto.

Concluse le tre giornate di avvio, le azioni sperimentali entrano ora nella loro fase operativa. Nei prossimi mesi i campi del Foggiano si trasformeranno in un laboratorio a cielo aperto, dove pratiche innovative e la collaborazione tra ricerca, imprese e istituzioni si tradurranno in azioni concrete per la cura del suolo e la transizione agroecologica.