Un solo campo, esigenze diverse: perché conoscere il suolo fa la differenza.

Comprenderne le caratteristiche significa anche tenere conto della sua naturale variabilità.

La salute del suolo dipende da un equilibrio complesso di proprietà fisiche, chimiche e biologiche, fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi, la disponibilità delle risorse naturali e la produzione alimentare. Comprenderne le caratteristiche significa anche tenere conto della sua naturale variabilità. Il suolo, infatti, non è uniforme e le sue proprietà possono variare anche all’interno di aree relativamente circoscritte, presentando, ad esempio, notevoli differenze nella disponibilità di nutrienti, nel contenuto di carbonio organico, nell’umidità o nel pH.

In agricoltura, la variabilità assume un peso particolare. All’interno dello stesso campo possono infatti coesistere aree con caratteristiche diverse, le quali richiedono, di conseguenza, una gestione differenziata. Avere a disposizione informazioni sulle proprietà e sulle condizioni del suolo e disporre quindi di un quadro più preciso è fondamentale ai fini di una corretta gestione del campo. Calibrare l’impiego di risorse come acqua e nutrienti in funzione delle effettive necessità delle diverse aree permette, infatti, di limitarne un utilizzo non necessario, a favore di una gestione più responsabile e di una maggiore efficienza economica per l’azienda.

L’agricoltura di precisione offre oggi diversi strumenti per acquisire informazioni puntuali e dettagliate sulle superfici coltivate. Sensori, analisi di laboratorio e osservazioni satellitari consentono, ad esempio, di osservare il campo da prospettive diverse. I dati raccolti possono quindi essere utilizzati per suddividere il terreno in aree relativamente omogenee, definite management zones, per calibrare gli interventi sulla base delle specificità rilevate.

È questo l’approccio adottato anche nell’ambito di INTERESH per le attività dedicate alla fertirrigazione e alla gestione delle risorse idriche, nelle quali la conoscenza della variabilità del suolo rappresenta la base per la sperimentazione di un sistema di fertirrigazione a rateo variabile.

Coordinata dall’Università di Ghent, la sperimentazione è condotta in provincia di Foggia. Qui, il suolo è analizzato attraverso una scansione ad alta risoluzione effettuata con una piattaforma multisensore. Le informazioni ottenute permettono di elaborare mappe delle principali proprietà del suolo e, attraverso l’analisi della loro distribuzione spaziale, di suddividere ciascun campo in diverse management zones.

Le management zones rappresentano il punto di partenza per definire una gestione differenziata del campo. Per ciascuna zona sarà infatti possibile stabilire quantità specifiche di acqua e nutrienti, sulla base delle condizioni rilevate. La sperimentazione permetterà in tal modo di verificare quanto una distribuzione calibrata sulle effettive necessità del suolo e delle colture possa migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse rispetto ad una gestione uniforme.

La sperimentazione proseguirà poi con il monitoraggio delle condizioni del suolo e delle colture durante la stagione. Sensori installati nei campi permetteranno di seguire nel tempo parametri come l’umidità e la disponibilità di nutrienti, mentre le osservazioni satellitari forniranno informazioni sull’andamento della vegetazione. I dati raccolti serviranno a valutare la risposta delle diverse zone e ad adeguare, quando necessario, la gestione della fertirrigazione condotta attraverso l’utilizzo di biofertilizzante locale.

Il confronto con le pratiche convenzionali consentirà inoltre di valutare gli effetti della gestione proposta sulla produttività e sulla qualità delle colture, così come la sua sostenibilità economica e ambientale. I risultati permetteranno di comprendere quindi in che misura una conoscenza più precisa della variabilità del suolo possa tradursi in scelte di gestione più efficienti e sostenibili.

La posta in gioco, del resto, supera i confini della produzione agricola. In un contesto ambientale sempre più instabile, disporre di strumenti capaci di leggere i cambiamenti in corso e orientare le decisioni sulla base di dati aggiornati diventa parte di una sfida più ampia: preservare una risorsa essenziale e, insieme, i sistemi naturali e produttivi che da essa dipendono.